Innovazione e sostenibilità come driver di crescita: Pfe ad Ancona per l’ottava tappa de L’Economia d’Italia

Cuore pulsante dell’Adriatico, Ancona è una città più che mai viva, snodo economico e logistico dell’Italia centrale grazie al suo porto commerciale e turistico, e ad un tessuto di imprese in costante evoluzione. Tra commercio, cantieristica, nautica, startup innovative, e una vivace scena culturale che la vede anche candidata all’edizione 2028 della Capitale Italiana della Cultura, Ancona è oggi simbolo di quel modello marchigiano dinamico, fondato su aziende d’eccellenza e una fitta rete di distretti industriali.

Ed è proprio nella “città dorica” che è approdata L’Economia d’Italia, l’iniziativa itinerante del Corriere della Sera, nata con l’obiettivo di esplorare e raccontare il tessuto economico delle regioni attraverso la voce di imprese e istituzioni. Tra i protagonisti di questa ottava tappa anche Pfe, rappresentata da Antonio Ambrosanio, Chief Innovation Sustainability & Special Projects di Navest. Un’occasione preziosa che ha consentito ad Antonio Ambrosanio di fare il punto sulla crescita della Società, protagonista di un progetto di sviluppo industriale che sta posizionando il Gruppo come uno dei pochi player nazionali con un perimetro di aziende altamente specializzate, in grado di offrire un know-how unico che copre l’intero spettro dei servizi di Global Service.

“Il nostro Gruppo si fonda su un patrimonio imprenditoriale significativo, basato su valori condivisi, know-how e competenze verticali; un percorso iniziato oltre 37 anni fa con la nascita di Pfe, che nel tempo è stata capace di evolversi facendo da ponte tra il mondo del labour intensive e quello del facility” – ha esordito Antonio Ambrosanio, intervistato dalla giornalista del Corriere della Sera Francesca Gambarini. Un percorso di crescita che vede oggi il Gruppo puntare a chiudere il 2025 con ricavi netti per oltre 170 milioni di euro, grazie anche alla recente integrazione della società emiliana Clean Service, specializzata nel settore industriale alimentare e nei servizi ambientali.

“Al centro del nostro progetto vi è una visione chiara e pragmatica della sostenibilità, intesa come utilizzo responsabile delle risorse attuali per soddisfare i bisogni del presente, senza compromettere le opportunità delle generazioni future, ma anzi, creandone nel tempo di migliori” – ha proseguito. “Proprio su questo principio si fonda Sustainable View, modello unico nel suo genere che trova applicazione nei processi di CleverJob per le procedure di cleaning, Sustainable Building, focalizzato sugli edifici, entrambi brevettati da Pfe, e infine Sustainable Hotel, brevettato da Ihs, società del Gruppo specializzata nel settore dell’hotellerie. Tutti questi progetti condividono un obiettivo comune: efficientare i consumi in ambito energetico, idrico, della gestione dei rifiuti, della logistica e della mobilità, garantendo vantaggi dal punto di vista ambientale ed economico”.

Sostenibilità che per Navest si traduce quindi in innovazione: un driver strategico, che sta guidando inoltre lo sviluppo di progetti all’avanguardia nei settori della robotica applicata all’health-care e dei sistemi di purificazione dell’aria, sui quali Antonio Ambrosanio si è infine soffermato.

Attraverso la nostra startup SubWair abbiamo brevettato un sistema innovativo di Air Pollution Abatement, in grado di rimuovere fino al 99% delle polveri sottili e di altri inquinanti. Si tratta di una tecnologia totalmente italiana e riconosciuta come BAT (Best Available Technique) dalla Comunità Europea, in grado di migliorare produttività, qualità della vita e sostenibilità urbana. Una singola unità, compatta su una superficie di 3 mq, assorbe CO₂ equivalente a oltre 3.000 alberi, con costi operativi e consumi idrici ridotti”.